La disidratazione è la condizione in cui l'organismo perde più acqua di quanta ne assuma, con alterazione dell'equilibrio dei sali minerali (elettroliti) nel sangue.
Nella persona anziana il corpo contiene meno acqua, il senso di sete si riduce e i reni concentrano meno l'urina. Bastano quindi una giornata calda, una febbre, una diarrea o qualche giorno in cui si beve poco per scivolare nella disidratazione.
Le conseguenze possono essere serie: confusione e delirium, cali di pressione con cadute, peggioramento della funzione dei reni, stitichezza, infezioni urinarie. È una delle cause più comuni di ricovero evitabile, soprattutto durante le ondate di calore estive.
Sete ridotta, paura dell'incontinenza, difficoltà a muoversi o a deglutire, demenza che fa dimenticare di bere.
Caldo intenso, febbre, vomito, diarrea, glicemia alta nel diabete scompensato.
Diuretici e lassativi, insufficienza renale, scompenso cardiaco in terapia: situazioni in cui l'equilibrio dei liquidi va seguito con attenzione.
Nell'anziano la sete può mancare del tutto. Più spesso compaiono altri segnali:
Confusione o sonnolenza marcata, svenimento o assenza di urine sono segni di disidratazione grave: chiama il 112 / 118.
Il medico unisce la visita a pochi esami di laboratorio, che indicano anche la gravità.
Valutazione delle mucose, del peso e della pressione arteriosa da sdraiati e in piedi.
Sodio e potassio, alterati nella disidratazione, guidano il tipo di reidratazione.
Creatinina e azotemia mostrano se i reni stanno risentendo della mancanza di liquidi.
Urine molto concentrate confermano il quadro e permettono di escludere un'infezione.
La reidratazione va fatta gradualmente, adattandola alle condizioni del cuore e dei reni.
Nelle forme lievi si aumenta l'apporto con acqua, tisane, brodi, frutta e soluzioni reidratanti.
Nelle forme più importanti si somministrano liquidi per via endovenosa o sottocutanea, anche a domicilio.
Il medico può sospendere temporaneamente diuretici o altri farmaci e trattare la causa: febbre, diarrea, diabete scompensato.
In generale circa un litro e mezzo di liquidi al giorno, compresi quelli contenuti negli alimenti, ma la quantità corretta va stabilita dal medico: chi ha scompenso cardiaco o malattie renali può avere indicazioni diverse.
Sì. Nell'anziano la disidratazione è una causa frequente di confusione improvvisa (delirium). Spesso, reidratando la persona e correggendo i sali, la lucidità migliora.
Il medico di medicina generale valuta la situazione e prescrive con impegnativa gli esami del sangue, prenotabili tramite il CUP con il ticket dove previsto. Per le persone fragili o allettate l'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) può garantire controlli e reidratazione a casa. Molte Regioni e Comuni attivano in estate programmi di sorveglianza per gli anziani soli.
Scopri la geriatria territoriale e domiciliare, che segue a casa le persone anziane fragili e previene i ricoveri evitabili.