La BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva) è una malattia respiratoria cronica in cui le vie aeree si restringono e gli alveoli si danneggiano. Il risultato è una ostruzione persistente al flusso d'aria, che peggiora lentamente nel tempo.
Comprende la bronchite cronica, con tosse e catarro, e l'enfisema, con distruzione delle pareti degli alveoli. Si manifesta in genere dopo i 40-50 anni e diventa più frequente con l'età.
Nell'anziano la BPCO si somma spesso ad altre malattie, come lo scompenso cardiaco, e può ridurre l'autonomia. Le riacutizzazioni, cioè i peggioramenti improvvisi, sono una causa frequente di ricovero: prevenirle è uno degli obiettivi principali della cura.
È di gran lunga la causa principale. Anche l'esposizione prolungata al fumo passivo contribuisce al danno respiratorio.
Polveri, fumi e sostanze chimiche inalate per anni in alcuni ambienti di lavoro aumentano il rischio.
L'inquinamento atmosferico e l'uso di combustibili per riscaldare o cucinare in ambienti poco ventilati peggiorano la salute dei polmoni.
Con l'età la funzione respiratoria si riduce naturalmente. Infezioni respiratorie ripetute e fattori genetici possono favorire la malattia.
I sintomi compaiono lentamente e spesso vengono attribuiti all'invecchiamento o al fumo. I più tipici sono:
Affanno grave anche a riposo, difficoltà a parlare, labbra o unghie bluastre, confusione o sonnolenza insolita sono urgenze: chiama il 112 / 118.
Il sospetto nasce da sintomi ed esposizione al fumo. Per la conferma è indispensabile un esame del respiro.
Si soffia con forza in un apparecchio che misura volumi e flussi d'aria. È l'esame che conferma l'ostruzione e ne stabilisce la gravità.
Un piccolo sensore sul dito misura l'ossigeno nel sangue. Nei casi indicati si completa con l'emogasanalisi.
Aiuta a escludere altre malattie e a valutare le complicanze. In casi selezionati lo specialista può richiedere una TC.
Il test dei 6 minuti valuta quanta strada si percorre e come varia l'ossigeno durante lo sforzo, utile anche per la riabilitazione.
La BPCO non si guarisce, ma la cura riduce i sintomi, previene le riacutizzazioni e aiuta a mantenere l'autonomia.
I broncodilatatori, da soli o associati ad altri farmaci, sono la base della terapia. Nell'anziano è fondamentale imparare a usare bene l'inalatore.
Esercizi per la respirazione e per la forza muscolare migliorano la tolleranza allo sforzo e la qualità della vita.
Nelle forme avanzate con ossigeno basso nel sangue, l'ossigeno a lungo termine a domicilio migliora sintomi e prognosi.
No. Entrambe restringono le vie aeree, ma nell'asma l'ostruzione è in gran parte reversibile e spesso inizia in giovane età, mentre nella BPCO è persistente e legata soprattutto al fumo. Alcune persone possono avere caratteristiche di entrambe.
Sì. Smettere di fumare migliora tosse e catarro, riduce le riacutizzazioni e rallenta il declino della funzione respiratoria a qualsiasi età. Il medico di medicina generale e i centri antifumo possono aiutare.
Spirometria e visita pneumologica si prescrivono con impegnativa e si prenotano tramite CUP, con ticket dove previsto. La BPCO dà diritto all'esenzione per patologia cronica, alcuni farmaci inalatori richiedono un piano terapeutico e l'ossigenoterapia domiciliare viene fornita dall'ASL su prescrizione dello specialista.
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