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Declino cognitivo lieve

Quando memoria e attenzione calano più di quanto ci si aspetti per l'età, ma la persona resta autonoma: una condizione da riconoscere presto, perché alcune cause sono trattabili.

Cos'è

Tra invecchiamento normale e demenza

Il declino cognitivo lieve, oggi chiamato anche disturbo neurocognitivo minore, è un calo di una o più funzioni mentali (memoria, attenzione, linguaggio, orientamento, capacità di pianificare) superiore a quello atteso per l'età, che però non compromette l'autonomia nelle attività quotidiane.

È diverso dal normale invecchiamento, in cui il pensiero si fa un po' più lento ma le informazioni vengono poi recuperate. Ed è diverso dalla demenza, in cui i disturbi sono tali da rendere la persona dipendente dagli altri.

Non tutte le persone con declino cognitivo lieve sviluppano una demenza: in alcune la situazione resta stabile per anni, in altre migliora, soprattutto quando la causa è reversibile (carenze vitaminiche, problemi della tiroide, depressione, farmaci, disturbi del sonno o dell'udito). Per questo una valutazione accurata è importante.

Chi colpisceOver 65più frequente con l'avanzare dell'età
FunzioniCognitivememoria, attenzione, linguaggio, orientamento
SpecialistaGeriatrao neurologo, spesso in un Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze
AutonomiaConservatama va monitorata nel tempo
Cause e fattori di rischio

Perché si presenta

Malattie neurodegenerative

In una parte dei casi è la fase iniziale di una malattia come l'Alzheimer, che procede lentamente prima di compromettere l'autonomia.

Fattori vascolari

Ipertensione, diabete, colesterolo alto, fumo e fibrillazione atriale danneggiano i piccoli vasi del cervello e favoriscono il declino.

Farmaci e politerapia

Sedativi, alcuni farmaci per il sonno, per la vescica o antistaminici possono peggiorare memoria e attenzione, soprattutto se associati.

Depressione e ansia

Il tono dell'umore influenza molto la concentrazione: una depressione può simulare o aggravare un deficit cognitivo.

Cause metaboliche

Carenza di vitamina B12 o di folati, disturbi della tiroide, anemia, insufficienza renale o epatica possono ridurre le prestazioni cognitive.

Sensi, sonno, isolamento

Calo dell'udito e della vista, sonno disturbato, sedentarietà e solitudine riducono gli stimoli e si associano a un maggior rischio di declino.

Sintomatologia

Piccoli segnali, da non ignorare

Spesso a notare i cambiamenti sono i familiari. I segnali più comuni sono:

  • Dimenticanze nuove e frequenti: appuntamenti, conversazioni recenti, dove si sono riposti gli oggetti.
  • Difficoltà a trovare le parole o a seguire un discorso o un film.
  • Fatica a organizzarsi: gestire scadenze, conti, farmaci, compiti con più passaggi.
  • Disorientamento in luoghi poco familiari o nel tempo (date, giorni della settimana).
  • Cambiamenti dell'umore: ansia, irritabilità, ritiro dalle attività sociali.

Quando rivolgersi al medico

  • se le dimenticanze sono nuove, aumentano nel tempo o vengono notate da altri;
  • se compaiono errori nella gestione dei farmaci o del denaro;
  • se la persona si perde in luoghi conosciuti;
  • se ai disturbi di memoria si associano tristezza, apatia o cambiamenti del carattere.

Una confusione comparsa all'improvviso, in poche ore o giorni, non è un declino cognitivo lieve: può essere un delirium o un ictus. Rivolgiti subito al medico o chiama il 112 / 118.

Diagnosi ed esami diagnostici

Come si diagnostica

L'obiettivo è misurare il deficit, verificare che l'autonomia sia conservata e cercare le cause, a partire da quelle trattabili.

Esame 1

Visita geriatrica

Il colloquio con la persona e con un familiare ricostruisce come e quando sono comparsi i disturbi, valuta le malattie presenti e tutti i farmaci assunti.

Esame 2

Test di screening

Brevi test come il Mini Mental State Examination (MMSE), il MoCA o il test dell'orologio danno una prima misura delle funzioni cognitive.

Esame 3

Valutazione neuropsicologica

Una batteria di test più approfondita, eseguita dal neuropsicologo, precisa quali funzioni sono coinvolte e serve da riferimento per i controlli successivi.

Esame 4

Esami del sangue

Emocromo, vitamina B12, folati, funzione tiroidea, glicemia, funzione renale ed epatica ed elettroliti per escludere cause trattabili.

Esame 5

Neuroimmagini

La TC o la risonanza magnetica dell'encefalo valutano lesioni vascolari, atrofia o altre cause. In casi selezionati si ricorre a esami di secondo livello.

Esame 6

Valutazione funzionale

Le scale sulle attività quotidiane (ADL e IADL) verificano che l'autonomia sia conservata, elemento che distingue il declino lieve dalla demenza.

Terapie

Come si interviene

Non esiste un farmaco specifico per il declino cognitivo lieve, ma molto si può fare per correggerne le cause e proteggere le funzioni mentali.

Correggere le cause

Trattare carenze vitaminiche, disturbi della tiroide, depressione, disturbi del sonno o dell'udito può migliorare in modo significativo le prestazioni.

Rivedere i farmaci

Ridurre o sostituire i farmaci che rallentano il pensiero è uno degli interventi più efficaci. Va fatto sempre con il medico, mai da soli.

Controllo dei fattori vascolari

Una buona gestione di pressione, glicemia e colesterolo protegge il cervello e può rallentare la progressione.

Attività fisica e mentale

Movimento regolare, stimolazione cognitiva e vita sociale attiva sono gli interventi con le migliori prove di beneficio.

Monitoraggio nel tempo

Controlli periodici con test ripetuti permettono di capire se la situazione è stabile e di riconoscere per tempo un'eventuale evoluzione.

Prevenzione e consigli

Cosa puoi fare

Domande frequenti

Declino cognitivo lieve in breve

Il declino cognitivo lieve diventa sempre demenza?

No. Una parte delle persone evolve verso una demenza, ma molte restano stabili per anni e alcune migliorano, in particolare quando si individua e si corregge una causa trattabile. Per questo sono importanti la diagnosi accurata e i controlli nel tempo.

Esistono farmaci per migliorare la memoria?

Non ci sono farmaci approvati specificamente per il declino cognitivo lieve. Integratori e prodotti "per la memoria" non hanno prove solide di efficacia. Gli interventi più utili restano la cura delle cause, la revisione dei farmaci, l'attività fisica e la stimolazione cognitiva e sociale.

Come si accede alla valutazione nel Servizio Sanitario Nazionale?

Il primo riferimento è il medico di medicina generale, che può prescrivere con impegnativa la visita geriatrica o neurologica e gli esami necessari, prenotabili tramite il CUP con il ticket dove previsto. Quando serve un approfondimento, la persona viene indirizzata a un Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) del SSN, dove si eseguono la valutazione neuropsicologica e il monitoraggio nel tempo.

Una valutazione vicino a casa

La geriatria territoriale segue nel tempo le persone con disturbi della memoria, insieme al medico di famiglia e ai Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze.