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Insonnia

Con l'età il sonno cambia, ma dormire male non è inevitabile: l'insonnia si può valutare e curare, preferendo le strategie non farmacologiche.

Cos'è

Quando il sonno non ristora

L'insonnia è la difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno o il risveglio precoce al mattino, con la sensazione di non aver riposato e conseguenze durante il giorno: stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione.

Con l'invecchiamento il sonno diventa fisiologicamente più leggero e frammentato, ci si addormenta e ci si sveglia prima, e aumentano i risvegli notturni. Questo è normale. Si parla di insonnia quando il disturbo è frequente, dura nel tempo e peggiora la qualità della vita.

Nell'anziano l'insonnia è spesso il segnale di altri problemi: dolore, bisogno di urinare di notte, depressione, ansia, farmaci o altri disturbi del sonno. Curarla bene significa cercarne le cause.

Chi colpisceMolto comunesoprattutto donne e persone con malattie croniche
AmbitoSonnoaddormentamento, continuità, risveglio precoce
SpecialistaGeriatracon il medico di famiglia, nei casi complessi centri di medicina del sonno
RischiCadutese si abusa di sonniferi e sedativi
Cause e fattori di rischio

Perché si dorme male

Cambiamenti dell'età

Il ritmo sonno-veglia si anticipa e il sonno profondo si riduce: ci si sveglia più facilmente e più presto.

Malattie e sintomi notturni

Dolore da artrosi, affanno, reflusso, bisogno frequente di urinare (nicturia), sindrome delle gambe senza riposo.

Umore e preoccupazioni

Depressione, ansia, lutti e solitudine sono tra le cause più frequenti di insonnia nella terza età.

Farmaci e sostanze

Diuretici presi la sera, alcuni farmaci per il cuore o per il respiro, cortisonici, caffè, tè, alcol e fumo disturbano il sonno.

Abitudini

Pisolini lunghi, poca luce e poco movimento durante il giorno, troppo tempo a letto da svegli, televisione e schermi la sera.

Altri disturbi del sonno

Le apnee notturne, con russamento e pause respiratorie, causano risvegli e sonnolenza di giorno e vanno riconosciute.

Sintomatologia

Notti difficili, giornate pesanti

L'insonnia si riconosce sia di notte sia nelle sue conseguenze durante il giorno:

  • Difficoltà ad addormentarsi, con lunghi periodi a letto da svegli.
  • Risvegli frequenti durante la notte, con fatica a riprendere sonno.
  • Risveglio molto precoce al mattino, senza riuscire a riaddormentarsi.
  • Stanchezza e sonnolenza di giorno, con pisolini involontari.
  • Irritabilità, calo della memoria e dell'attenzione, maggiore instabilità.

Quando rivolgersi al medico

  • se l'insonnia dura da settimane e peggiora la qualità delle giornate;
  • se il partner nota forte russamento o pause del respiro durante il sonno;
  • se si ricorre spesso a sonniferi, anche da banco, o all'alcol per dormire;
  • se all'insonnia si associano tristezza, ansia o perdita di interesse.

Una sonnolenza improvvisa ed eccessiva, o una confusione notturna comparsa di recente, vanno valutate subito: possono indicare un'infezione, un effetto dei farmaci o un delirium.

Diagnosi ed esami diagnostici

Come si valuta

La diagnosi si basa soprattutto sul racconto della persona e di chi le vive accanto. Gli esami strumentali servono solo in casi selezionati.

Esame 1

Visita geriatrica

Il medico ricostruisce le abitudini di sonno, le malattie presenti, il dolore, l'umore e soprattutto tutti i farmaci assunti.

Esame 2

Diario del sonno

Annotare per due settimane orari, risvegli, pisolini e consumo di caffè o alcol aiuta a capire il problema e a impostare le correzioni.

Esame 3

Questionari

Brevi scale su qualità del sonno, sonnolenza diurna e tono dell'umore completano la valutazione.

Esame 4

Polisonnografia

Se si sospettano apnee notturne o altri disturbi specifici, il monitoraggio del sonno registra respiro, ossigeno e movimenti durante la notte.

Terapie

Come si cura

Nell'anziano le strategie non farmacologiche sono il primo passo. I sonniferi vanno usati con grande prudenza e per periodi brevi.

Trattare le cause

Curare il dolore, la nicturia, il reflusso, la depressione o le apnee notturne spesso migliora il sonno più di qualsiasi sonnifero.

Igiene del sonno

Orari regolari, letto usato solo per dormire, luce e attività durante il giorno, cena leggera e serate tranquille.

Terapia cognitivo-comportamentale

Un percorso strutturato per modificare abitudini e pensieri che mantengono l'insonnia: è il trattamento con le migliori prove di efficacia a lungo termine.

Farmaci con prudenza

Benzodiazepine e altri ipnotici nell'anziano aumentano il rischio di cadute, confusione e dipendenza: vanno prescritti solo dal medico, per brevi periodi e rivalutati spesso.

Sospensione graduale

Chi usa sonniferi da anni può ridurli e sospenderli con un programma graduale concordato con il medico, senza interruzioni brusche.

Prevenzione e consigli

Cosa puoi fare

Domande frequenti

Insonnia in breve

Con l'età si ha bisogno di dormire meno?

Il bisogno di sonno resta simile, ma il sonno diventa più leggero, più frammentato e anticipato. Spesso si compensa con pisolini durante il giorno. Ciò che conta è sentirsi riposati: se non succede, è bene parlarne con il medico.

La melatonina è utile?

In alcune persone anziane può aiutare a regolare il ritmo sonno-veglia, con pochi effetti collaterali. Non è però una soluzione per tutti e va comunque usata dopo aver parlato con il medico, soprattutto se si assumono altri farmaci.

Come si accede alle cure nel Servizio Sanitario Nazionale?

Il primo riferimento è il medico di medicina generale, che può prescrivere con impegnativa la visita geriatrica e, se serve, la valutazione presso un centro di medicina del sonno o la polisonnografia, prenotabili tramite il CUP con il ticket dove previsto. Il medico può anche rivedere l'intera terapia per ridurre i farmaci che disturbano il sonno.

Dormire meglio, vicino a casa

La geriatria territoriale segue l'anziano con il medico di famiglia, rivedendo farmaci e abitudini per migliorare il sonno e la qualità delle giornate.