L'insonnia è la difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno o il risveglio precoce al mattino, con la sensazione di non aver riposato e conseguenze durante il giorno: stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione.
Con l'invecchiamento il sonno diventa fisiologicamente più leggero e frammentato, ci si addormenta e ci si sveglia prima, e aumentano i risvegli notturni. Questo è normale. Si parla di insonnia quando il disturbo è frequente, dura nel tempo e peggiora la qualità della vita.
Nell'anziano l'insonnia è spesso il segnale di altri problemi: dolore, bisogno di urinare di notte, depressione, ansia, farmaci o altri disturbi del sonno. Curarla bene significa cercarne le cause.
Il ritmo sonno-veglia si anticipa e il sonno profondo si riduce: ci si sveglia più facilmente e più presto.
Dolore da artrosi, affanno, reflusso, bisogno frequente di urinare (nicturia), sindrome delle gambe senza riposo.
Depressione, ansia, lutti e solitudine sono tra le cause più frequenti di insonnia nella terza età.
Diuretici presi la sera, alcuni farmaci per il cuore o per il respiro, cortisonici, caffè, tè, alcol e fumo disturbano il sonno.
Pisolini lunghi, poca luce e poco movimento durante il giorno, troppo tempo a letto da svegli, televisione e schermi la sera.
Le apnee notturne, con russamento e pause respiratorie, causano risvegli e sonnolenza di giorno e vanno riconosciute.
L'insonnia si riconosce sia di notte sia nelle sue conseguenze durante il giorno:
Una sonnolenza improvvisa ed eccessiva, o una confusione notturna comparsa di recente, vanno valutate subito: possono indicare un'infezione, un effetto dei farmaci o un delirium.
La diagnosi si basa soprattutto sul racconto della persona e di chi le vive accanto. Gli esami strumentali servono solo in casi selezionati.
Il medico ricostruisce le abitudini di sonno, le malattie presenti, il dolore, l'umore e soprattutto tutti i farmaci assunti.
Annotare per due settimane orari, risvegli, pisolini e consumo di caffè o alcol aiuta a capire il problema e a impostare le correzioni.
Brevi scale su qualità del sonno, sonnolenza diurna e tono dell'umore completano la valutazione.
Se si sospettano apnee notturne o altri disturbi specifici, il monitoraggio del sonno registra respiro, ossigeno e movimenti durante la notte.
Nell'anziano le strategie non farmacologiche sono il primo passo. I sonniferi vanno usati con grande prudenza e per periodi brevi.
Curare il dolore, la nicturia, il reflusso, la depressione o le apnee notturne spesso migliora il sonno più di qualsiasi sonnifero.
Orari regolari, letto usato solo per dormire, luce e attività durante il giorno, cena leggera e serate tranquille.
Un percorso strutturato per modificare abitudini e pensieri che mantengono l'insonnia: è il trattamento con le migliori prove di efficacia a lungo termine.
Benzodiazepine e altri ipnotici nell'anziano aumentano il rischio di cadute, confusione e dipendenza: vanno prescritti solo dal medico, per brevi periodi e rivalutati spesso.
Chi usa sonniferi da anni può ridurli e sospenderli con un programma graduale concordato con il medico, senza interruzioni brusche.
Il bisogno di sonno resta simile, ma il sonno diventa più leggero, più frammentato e anticipato. Spesso si compensa con pisolini durante il giorno. Ciò che conta è sentirsi riposati: se non succede, è bene parlarne con il medico.
In alcune persone anziane può aiutare a regolare il ritmo sonno-veglia, con pochi effetti collaterali. Non è però una soluzione per tutti e va comunque usata dopo aver parlato con il medico, soprattutto se si assumono altri farmaci.
Il primo riferimento è il medico di medicina generale, che può prescrivere con impegnativa la visita geriatrica e, se serve, la valutazione presso un centro di medicina del sonno o la polisonnografia, prenotabili tramite il CUP con il ticket dove previsto. Il medico può anche rivedere l'intera terapia per ridurre i farmaci che disturbano il sonno.
La geriatria territoriale segue l'anziano con il medico di famiglia, rivedendo farmaci e abitudini per migliorare il sonno e la qualità delle giornate.