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Dolore cronico

Il dolore non è una parte inevitabile dell'invecchiamento: va cercato, misurato e trattato, anche nelle persone che non riescono a esprimerlo a parole.

Cos'è

Un dolore che dura nel tempo

Si parla di dolore cronico quando il dolore persiste o si ripresenta per più di tre mesi. Nella persona anziana è molto frequente ed è spesso sottovalutato e poco trattato.

Le cause più comuni sono l'artrosi, il mal di schiena, le conseguenze di fratture e cadute, le neuropatie (ad esempio nel diabete o dopo l'herpes zoster) e i tumori.

Un dolore non controllato ha conseguenze che vanno oltre il fastidio: riduce il movimento, peggiora il sonno e l'umore, aumenta il rischio di cadute e di perdita dell'autonomia. In Italia la Legge 38/2010 tutela il diritto di ogni persona ad accedere alla terapia del dolore e alle cure palliative.

Chi colpisceMolto comunesoprattutto dopo i 75 anni e nelle residenze
OrganiVariarticolazioni, colonna, nervi, organi interni
SpecialistaGeriatracon il terapista del dolore quando serve
DirittoLegge 38/2010accesso alla terapia del dolore nel SSN
Cause e fattori di rischio

Da dove nasce

Ossa e articolazioni

Artrosi, osteoporosi con fratture vertebrali, mal di schiena cronico ed esiti di interventi ortopedici.

Nervi

Neuropatia diabetica, dolore dopo l'herpes zoster, esiti di ictus: il dolore neuropatico ha caratteristiche e cure proprie.

Fattori che lo amplificano

Depressione, ansia, isolamento, insonnia e inattività aumentano la percezione del dolore e ne rendono più difficile il controllo.

Sintomatologia

Come si manifesta

Oltre al dolore riferito, alcuni segnali indicano che il dolore non è controllato, soprattutto nella persona con demenza:

  • Riduzione dei movimenti e rinuncia alle attività abituali.
  • Espressioni del volto sofferenti, lamenti, gemiti.
  • Agitazione, aggressività o, al contrario, chiusura e apatia.
  • Disturbi del sonno e dell'appetito.
  • Posture di protezione, rifiuto di essere toccati o mobilizzati.

Quando rivolgersi al medico

  • se il dolore limita il movimento, il sonno o l'umore;
  • se gli antidolorifici non bastano o causano effetti collaterali;
  • se una persona con demenza cambia comportamento senza motivo apparente;
  • prima di assumere da soli antinfiammatori per periodi prolungati.

Un dolore improvviso e intenso al petto, all'addome o alla testa, o un dolore alla schiena con perdita di forza alle gambe, richiede di chiamare il 112 / 118.

Diagnosi ed esami diagnostici

Come si valuta

Il dolore si misura come un parametro vitale, con strumenti adatti alla persona.

Esame 1

Scala numerica (NRS)

La persona indica l'intensità del dolore da 0 a 10. Esistono anche scale verbali e con immagini, più semplici.

Esame 2

Scala PAINAD

Per la persona con demenza che non comunica, valuta respiro, vocalizzazioni, espressione del volto, linguaggio del corpo e consolabilità.

Esame 3

Visita e storia del dolore

Sede, caratteristiche, durata e impatto sulle attività quotidiane, insieme alla revisione dei farmaci già assunti.

Esame 4

Esami mirati

Radiografie, ecografie o altri esami vengono richiesti solo se servono a individuare una causa trattabile.

Terapie

Come si cura

L'obiettivo è ridurre il dolore quanto basta per vivere meglio, con il minor rischio di effetti collaterali.

Farmaci scelti con cura

Il medico sceglie il farmaco in base al tipo di dolore, ai reni, al cuore e alle altre terapie. Gli antinfiammatori vanno usati con prudenza nell'anziano; anche gli oppioidi, se indicati e ben monitorati, possono essere sicuri.

Movimento e riabilitazione

Esercizio fisico adattato, fisioterapia, terapie fisiche e ausili riducono il dolore e preservano l'autonomia.

Approccio globale

Cura del sonno e dell'umore, sostegno psicologico, attività sociali e, nei casi complessi, la presa in carico della rete di terapia del dolore.

Prevenzione e consigli

Cosa puoi fare

Domande frequenti

Dolore cronico in breve

È normale avere dolore invecchiando?

Il dolore è frequente nella terza età, ma non è inevitabile né va sopportato in silenzio. Nella maggior parte dei casi si può ridurre in modo significativo con un trattamento adeguato.

Gli oppioidi sono pericolosi per l'anziano?

Se prescritti dal medico, iniziati con gradualità e controllati nel tempo, possono essere una scelta appropriata per alcuni tipi di dolore. Vanno monitorati sonnolenza, stitichezza e rischio di cadute.

Come si accede alla terapia del dolore nel Servizio Sanitario Nazionale?

Il medico di medicina generale è il primo riferimento. Con impegnativa può prescrivere visite specialistiche, prenotabili tramite il CUP con il ticket dove previsto, e indirizzare ai centri della rete di terapia del dolore. La Legge 38/2010 garantisce l'accesso alla terapia del dolore e alle cure palliative; per le persone non autosufficienti il controllo del dolore può essere seguito a domicilio con l'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

Lo specialista di riferimento: il geriatra

Scopri le cure palliative geriatriche, dedicate al controllo del dolore e dei sintomi per una migliore qualità di vita.