Una lesione da pressione è un danno della pelle e dei tessuti sottostanti causato da una pressione prolungata, spesso associata a sfregamento e scivolamento, in punti in cui l'osso è vicino alla superficie.
Le sedi più colpite sono l'osso sacro, i talloni, le anche, i gomiti e la nuca. La pressione riduce l'afflusso di sangue e, in poche ore, i tessuti possono iniziare a danneggiarsi.
Si classificano in stadi: da un arrossamento che non scompare alla pressione del dito fino a ferite profonde che raggiungono muscoli e ossa. Più la lesione è profonda, più la guarigione è lenta e il rischio di infezioni alto.
Allettamento, carrozzina, esiti di ictus o fratture, sedazione: la persona non cambia posizione da sola.
La malnutrizione e la disidratazione rendono la pelle più fragile e rallentano la guarigione.
Incontinenza, sudorazione e scivolamento nel letto danneggiano la pelle. Diabete e malattie vascolari riducono l'afflusso di sangue.
Controllare la pelle quotidianamente è il modo migliore per accorgersene in tempo. I segnali sono:
Febbre alta con brividi, confusione o peggioramento rapido delle condizioni generali in una persona con lesione possono indicare un'infezione grave: chiama il 112 / 118.
La valutazione riguarda sia il rischio, per prevenire, sia la lesione già presente, per curarla.
Misura il rischio considerando mobilità, attività, nutrizione, umidità della pelle, sensibilità e attrito.
Controllo regolare di tutte le zone a rischio, con stadiazione e misurazione delle lesioni presenti.
Peso, appetito e semplici esami del sangue per individuare carenze che ostacolano la guarigione.
In caso di sospetta infezione, tampone o esami del sangue guidano l'eventuale terapia antibiotica.
La cura combina lo scarico della pressione, la medicazione corretta e il sostegno dell'organismo.
Materassi e cuscini che distribuiscono la pressione, cambi di posizione regolari e protezione dei talloni.
Detersione e medicazioni scelte in base allo stadio e all'aspetto della ferita, eseguite da personale formato.
Adeguato apporto di proteine e calorie, eventuali integratori e controllo del dolore durante le medicazioni.
Nelle persone molto fragili bastano poche ore di pressione continua nello stesso punto per danneggiare i tessuti. Per questo la prevenzione deve essere costante, di giorno e di notte.
No. Massaggiare con forza un'area già arrossata può peggiorare il danno. È meglio scaricare la pressione da quella zona e segnalare l'arrossamento all'infermiere o al medico.
Il medico di medicina generale può attivare l'Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), con infermieri che eseguono le medicazioni a casa. Materassi e cuscini antidecubito e i materiali per le medicazioni possono essere forniti dall'ASL, su prescrizione e secondo le regole regionali. Le eventuali visite specialistiche si prenotano tramite il CUP con impegnativa e ticket dove previsto.
Scopri la geriatria territoriale e domiciliare, che coordina a casa l'assistenza alle persone anziane allettate.