Con il termine vertigine si indica la sensazione illusoria di movimento, di sé o dell'ambiente, come se tutto girasse. I disturbi dell'equilibrio comprendono invece l'instabilità nel camminare, la sensazione di sbandare o di "testa leggera".
L'equilibrio dipende dalla collaborazione di più sistemi: l'orecchio interno, la vista, la sensibilità di piedi e gambe, i muscoli e il cervello che coordina il tutto. Con l'età ciascuno di questi sistemi può indebolirsi, e spesso nell'anziano le cause sono più d'una.
Per la persona anziana il problema principale non è solo il fastidio, ma il rischio di cadere, con possibili fratture e perdita di fiducia nel muoversi.
La vertigine parossistica posizionale benigna, dovuta a piccoli cristalli che si spostano nell'orecchio, provoca brevi giramenti cambiando posizione.
L'ipotensione ortostatica, cioè il calo della pressione quando ci si alza in piedi, causa offuscamento e sbandamento, spesso per effetto dei farmaci.
Antipertensivi, diuretici, sedativi, sonniferi, antidepressivi e altri farmaci, soprattutto se associati, sono tra le cause più frequenti.
Neuropatia periferica (ad esempio da diabete), esiti di ictus, malattia di Parkinson e lesioni vascolari cerebrali riducono la stabilità.
Cataratta, occhiali non adeguati, debolezza muscolare e artrosi delle gambe tolgono punti di riferimento e sicurezza al passo.
Aritmie, anemia, disidratazione, ipoglicemia e ansia possono manifestarsi con capogiri e instabilità.
Raccontare al medico che tipo di disturbo si avverte e quando compare orienta già verso la causa:
Una vertigine improvvisa con difficoltà a parlare, bocca storta, debolezza di un braccio o di una gamba, visione doppia, forte mal di testa o perdita di coscienza può essere un ictus: chiama subito il 112 / 118.
La visita è il momento più importante: semplici prove eseguite in ambulatorio indicano spesso la causa e quali esami servono davvero.
Ricostruisce i sintomi, le malattie, le cadute e tutti i farmaci, ed esamina vista, sensibilità, forza e andatura.
La misurazione ripetuta dopo il passaggio alla posizione eretta rivela un'ipotensione ortostatica.
Manovre di posizionamento della testa, eseguite dal medico o dall'otorinolaringoiatra, riconoscono la vertigine posizionale.
Prove come il Timed Up and Go o la scala di Tinetti misurano stabilità e andatura e stimano il rischio di caduta.
ECG, eventualmente Holter, ed esami del sangue (emocromo, glicemia, elettroliti) escludono cause cardiache o metaboliche.
Solo se indicati: esame audiometrico e vestibolare, TC o risonanza dell'encefalo, ecocolordoppler dei vasi del collo.
La cura dipende dalla causa. Spesso si combinano più interventi, con l'obiettivo di ridurre i sintomi e il rischio di cadute.
Nella vertigine posizionale, semplici manovre della testa eseguite dallo specialista riportano i cristalli in sede, spesso risolvendo il disturbo.
Ridurre o modificare i farmaci che abbassano la pressione o causano sonnolenza è uno degli interventi più efficaci.
Esercizi specifici, guidati dal fisioterapista, aiutano il cervello a compensare i disturbi dell'equilibrio e migliorano forza e stabilità.
Trattare anemia, aritmie, disidratazione o cataratta, e controllare bene il diabete, riduce i capogiri e l'instabilità.
Bastone o deambulatore se indicati, maniglie, buona illuminazione e niente tappeti rendono più sicuri gli spostamenti.
È una convinzione diffusa, ma la causa cervicale è meno frequente di quanto si pensi. Nell'anziano le cause più comuni sono la vertigine posizionale dell'orecchio interno, il calo di pressione alzandosi, i farmaci e i disturbi di vista, nervi e muscoli. Per questo è importante una valutazione completa.
Al contrario: un ausilio scelto e regolato correttamente, con l'aiuto del fisioterapista, permette di muoversi con più sicurezza e di continuare a uscire, riducendo il rischio di cadute.
Il medico di medicina generale può prescrivere con impegnativa la visita geriatrica, otorinolaringoiatrica o neurologica e gli esami necessari, prenotabili tramite il CUP con il ticket dove previsto. La riabilitazione vestibolare e dell'equilibrio è erogata dai servizi di riabilitazione dell'ASL. Gli ausili per camminare possono essere forniti dall'ASL alle persone che ne hanno diritto, su prescrizione dello specialista.
La geriatria territoriale valuta il rischio di cadute dell'anziano a casa e nella comunità, insieme al medico di famiglia e ai servizi di riabilitazione.