L'ipoacusia è la riduzione della capacità uditiva. Nell'anziano la forma più frequente è la presbiacusia, un calo lento e progressivo dell'udito di entrambe le orecchie, dovuto all'invecchiamento delle cellule dell'orecchio interno e delle vie nervose dell'udito.
All'inizio si perdono soprattutto i suoni acuti: le voci si sentono, ma si capiscono male le parole, specialmente in ambienti rumorosi, al telefono o quando più persone parlano insieme.
L'ipoacusia non trattata non è un problema solo "di orecchio": favorisce isolamento, depressione e insicurezza negli spostamenti, ed è riconosciuta tra i fattori di rischio modificabili del declino cognitivo.
La presbiacusia deriva dal progressivo deterioramento delle cellule sensoriali dell'orecchio interno, con una componente ereditaria.
Anni di lavoro in ambienti rumorosi o di esposizione a musica ad alto volume danneggiano l'udito in modo permanente.
Una causa frequente e facilmente risolvibile, soprattutto in chi usa apparecchi acustici o bastoncini cotonati.
Diabete, malattie cardiovascolari e fumo compromettono la circolazione dell'orecchio interno e accelerano il calo uditivo.
Alcuni antibiotici, chemioterapici e diuretici possono danneggiare l'udito: l'uso va sempre valutato dal medico.
Otiti croniche, otosclerosi e, più raramente, tumori benigni del nervo acustico o un calo improvviso dell'udito.
Il calo è così graduale che la persona può non rendersene conto. I segnali tipici sono:
Un calo improvviso dell'udito, soprattutto da un solo lato, è un'urgenza otorinolaringoiatrica: rivolgiti al medico o al Pronto Soccorso il prima possibile, entro poche ore o giorni.
Gli esami dell'udito sono semplici, indolori e non richiedono preparazione.
L'otoscopia esamina condotto e timpano, esclude un tappo di cerume o un'otite e orienta gli esami successivi.
In cabina silenziosa, con le cuffie, si misura il suono più debole percepito alle diverse frequenze: è l'esame di base.
Misura quante parole vengono comprese a diversi volumi: è fondamentale per scegliere e regolare l'apparecchio acustico.
Valuta il funzionamento del timpano e dell'orecchio medio. In casi selezionati si eseguono esami di approfondimento come la risonanza.
La presbiacusia non regredisce, ma si corregge molto bene. Prima si interviene, più facile è abituarsi alla protesi.
Sono la soluzione principale. Vanno scelti e regolati dall'audioprotesista su prescrizione dello specialista e richiedono qualche settimana di adattamento.
Eseguita dal medico con lavaggio o strumenti appositi, spesso restituisce subito un udito migliore.
Nelle sordità gravi, quando gli apparecchi non bastano, lo specialista può valutare un impianto cocleare anche in età avanzata.
Telefoni amplificati, sottotitoli, cuffie per la televisione e segnalatori luminosi per campanello e telefono facilitano la vita quotidiana.
Esercizi di ascolto, lettura labiale e strategie di comunicazione per la persona e per chi le sta vicino migliorano la comprensione.
Un certo calo è frequente, ma non va accettato come normale. Correggere l'ipoacusia migliora la qualità della vita, le relazioni e la sicurezza, e aiuta a mantenere attive le funzioni cognitive.
Non restituiscono un udito naturale, ma migliorano molto la comprensione delle parole. Servono pazienza nelle prime settimane, regolazioni successive e un uso costante: chi li porta solo ogni tanto fa più fatica ad abituarsi.
Il medico di medicina generale prescrive con impegnativa la visita otorinolaringoiatrica e l'esame audiometrico, prenotabili tramite il CUP con il ticket dove previsto. Le protesi acustiche sono fornite gratuitamente dall'ASL alle persone che hanno i requisiti previsti, ad esempio il riconoscimento di un'invalidità civile o di una specifica ipoacusia, su prescrizione dello specialista e secondo i Livelli Essenziali di Assistenza. Per le informazioni sulla procedura rivolgiti al distretto della tua ASL.
La geriatria territoriale segue l'anziano nella comunità e coordina con gli specialisti la cura dei deficit sensoriali che minacciano autonomia e relazioni.