La sub-specializzazione dedicata alle malattie del cuore e dei vasi nella persona anziana, con scelte terapeutiche su misura.
La cardiogeriatria unisce le competenze della cardiologia e della geriatria per curare le malattie cardiovascolari dell'anziano: scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, ipertensione, valvulopatie, cardiopatia ischemica.
Le malattie del cuore sono la prima causa di ricovero e di disabilità nella terza età. Spesso si presentano insieme ad altre patologie, come diabete, insufficienza renale o declino cognitivo, e richiedono molti farmaci. Le indicazioni valide per un adulto non sempre si applicano allo stesso modo a un ottantenne fragile.
Il cardiogeriatra valuta quindi la persona nel suo complesso: sceglie le terapie considerando il rischio di cadute, di sanguinamenti e di interazioni, e partecipa alle decisioni sugli interventi più complessi, come la sostituzione di una valvola con tecniche percutanee.
L'aritmia più frequente nell'anziano, che aumenta il rischio di ictus e richiede spesso una terapia anticoagulante.
Scheda completa →Il cuore non pompa in modo adeguato: affanno, stanchezza e gonfiore alle gambe. È tra le prime cause di ricovero dell'anziano.
Molto frequente con l'età, va controllata con obiettivi personalizzati e attenzione ai cali di pressione in piedi.
La stenosi aortica è la malattia valvolare più comune nella terza età; oggi può essere trattata anche con tecniche mininvasive.
Angina e infarto, che nell'anziano possono manifestarsi con sintomi poco tipici, come affanno, debolezza o confusione.
L'insufficienza renale cronica accompagna spesso le malattie cardiache e condiziona la scelta e il dosaggio dei farmaci.
Scheda completa →Parlane con il medico di medicina generale in caso di:
In questi casi chiama subito il 112 / 118.
Esami cardiologici e valutazione geriatrica si completano a vicenda.
Registra l'attività elettrica del cuore e rileva aritmie come la fibrillazione atriale. È rapido e indolore.
L'ecografia del cuore valuta la forza di contrazione e lo stato delle valvole, senza radiazioni.
La registrazione dell'elettrocardiogramma o della pressione per 24 ore individua aritmie e variazioni pressorie.
Peptidi natriuretici per lo scompenso, funzione renale, elettroliti ed emocromo per guidare la terapia.
Fragilità, autonomia, memoria e rischio di cadute aiutano a decidere su anticoagulanti e interventi.
Terapie efficaci, adattate alle condizioni e agli obiettivi della persona.
Farmaci per scompenso, ritmo e pressione scelti tenendo conto di reni, altre terapie e rischio di effetti collaterali.
Politerapia e farmaci →Nella fibrillazione atriale previene l'ictus. La decisione bilancia il beneficio con il rischio di sanguinamento.
Sostituzione valvolare per via percutanea, angioplastica e pacemaker, valutate insieme al cardiologo.
Attività fisica guidata e adattata, che migliora la tolleranza allo sforzo e la qualità di vita.
Pesarsi ogni giorno, misurare la pressione, riconoscere i segnali di peggioramento e sapere quando chiamare il medico.
Il rischio di cadute non è di per sé un motivo per rinunciare alla prevenzione dell'ictus. La decisione va presa caso per caso dal medico, valutando insieme i benefici e i rischi e cercando di ridurre le cause delle cadute.
In molti casi sì, grazie alle tecniche percutanee che non richiedono l'apertura del torace. L'indicazione dipende dalle condizioni generali, dalla fragilità e dagli obiettivi della persona, e viene discussa da un gruppo di specialisti.
Non esiste un valore uguale per tutti. Gli obiettivi si personalizzano in base all'età, alle altre malattie e alla tolleranza, evitando che la pressione scenda troppo, soprattutto in piedi.
Leggi la scheda completa su sintomi, diagnosi e terapia dell'aritmia più frequente nell'anziano.